Maria grazia gentile - Fisioterapista - Studio Riabilitazione
Anca
Tenete sempre in considerazione che il corpo non è composto da parti separate, pertanto ciò che succede all’anca o al ginocchio a volte può avere origini molto lontane.

Le tecniche Riabilitative, per affrontare il vostro dolore o il trauma che avete subito, sono estremamente delicate e precise.

Esse mirano a ripristinare l’articolarità, togliere il dolore e reimpostare il movimento corretto.

Talvolta il trattamento che effettuo, ad esempio in un paziente con patologia all’anca, mi porta a lavorare su una caviglia bloccata ma anche ripristinare le contrazioni addominali, causate da appendicectomia…Vi sembra impossibile? Non lo è, vi garantisco!

L’ANCA

L’articolazione dell’anca è una delle più voluminose del nostro organismo ed è sottoposta a enormi sollecitazioni meccaniche durante la deambulazione. Ha una forma particolare in quanto è costituita da una coppa, la cavità acetabolare, e dalla testa femorale che è accolta nella cavità.

L’estrema congruenza di queste due superfici, fornisce una stabilità ossea straordinaria.

La cavità acetabolare è rivestita al suo interno dalla cartilagine ed è circondata sul margine dal labbro acetabolare che nell’articolazione funziona come una guarnizione articolare.

Il labbro acetabolare contribuisce a rendere più profonda la cavità acetabolare ed aumentarne la congruenza e la stabilità; esso è una struttura riccamente innervata.

La regione prossimale del femore che è compresa nella articolazione dell’anca può essere schematicamente suddivisa in tre zone: la testa, il collo e la regione trocanterica.

Il collo e la testa femorale sono poi avvolti dalla capsula articolare che le unisce all’acetabolo.

La testa femorale è di forma sferica, alloggia nella cavità articolare ed è rivestita di cartilagine. Nella sua porzione superomediale origina il legamento rotondo che la collega al fondo della cavità acetabolare.

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Il collo femorale connette la testa alla porzione principale del femore che prende il nome di diafisi. Presenta un angolo con l’asse della diafisi femorale compreso tra i 120 ed i 135 gradi.

La regione trocanterica è la parte prossimale-alta della diafisi femorale. Presenta due tuberosità detti trocanteri, il grande trocantere è la sede di inserzione del muscolo gluteo medio, sul piccolo trocantere si inserisce il muscolo ileopsoas.

Ad avvolgere l’articolazione si trova la capsula articolare resa più forte da tre grossi legamenti. Il più importante di questi, il legamento ileo-femorale, è disposto sul versante anteriore dell’articolazione e contribuisce a sostenere parte del peso corporeo durante la stazione eretta.

Sull’articolazione dell’anca agiscono vari gruppi muscolari, essi di distinguono, a secondo della loro azione. In abduttori, adduttori, intra ed extrarotatori.

E’ importante ricordare che tutti questi muscoli hanno più di una funzione e lavorano in sincronia tra loro. Il principale gruppo muscolare è quello dei muscoli glutei ed agisce determinando la stabilità del bacino durante la deambulazione; in questa fase infatti, sono i muscoli glutei a tenere il bacino orizzontale evitandone la caduta.

Superficialmente ai glutei si trova il tensore della fascia che contribuisce anch’esso alla stabilità del bacino durante il passo.

Anteriormente e posteriormente all’articolazione si trovano importanti strutture vascolari e nervose.

-PROTESI D’ANCA-

L’anca è l’articolazione che congiunge il femore al bacino pelvico.

La testa liscia e sferica del femore si inserisce perfettamente nella sua sede naturale dell’acetabolo che si trova nel bacino. Come una coppa che accoglie …

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Quando con il passare del tempo e per molteplici motivi, si instaura una grave artrosi con dolore intenso e invalidità, tale da impedire una normale vita quotidiana, si inizia a pensare di effettuare una protesi dell’anca.

Essa è consigliata, a mio avviso, dopo che tutto quanto è stato sperimentato come fisioterapia , riabilitazione e trattamenti medici.

Nel mio studio i pazienti arrivano prima dell’intervento e/o dopo la dimissione ospedaliera.

Solitamente essi arrivano dopo una settimana, con l’indicazione del chirurgo per ciò che riguarda i tempi di carico dell’arto con l’aiuto dei canadesi.

Il trattamento di Riabilitazione è chiaramente personalizzato. Il paziente che viene è valutato in base alla sua globalità e ai suoi problemi pregressi.

La riabilitazione immediata consente di drenare l’arto, facilitare l’assorbimento dell’eventuale ematoma, prevenire la formazione di trombi.

Necessaria è, per le prime 6-10 settimane, una cauta mobilizzazione per impedire al tessuto di creare ulteriori contratture muscolari o la lussazione della protesi.

Tornerete a casa con le vostre gambe e due canadesi ( Bastoni per sorreggersi).

Ricordare: i deambulatori vanno in sincronia e per scaricare il peso dell’arto operato; se ci sono scale da fare si sale con la “buona” e si scende con la gamba operata. Ricordarsi sempre che i canadesi accompagnano l’arto operato.

IMPORTANTE: NON FATE DA SOLI, NON FATE "GINNASTICA", AFFIDATEVI AD UN FISIOTERAPISTA. NOI ABBIAMO LE COMPETENZE E L’ESPERIENZA PER ACCOMPAGNARVI IN QUESTO PERCORSO NEL QUALE CERTAMENTE RITROVERETE BENESSERE E TRANQUILLITA’!

Per 6-10 settimane:

° non guidare prima di sei settimane

° in automobile, come passeggero, non sedetevi in modo usuale ( L’anca a 90° si potrebbe lussare in caso di brusca frenata). Se la vettura è a 4 porte, vi potete sedere semisdraiati sui sedili posteriori con dei cuscini sotto la testa e le spalle

° non chinarsi a raccogliere qualcosa in terra a ginocchio esteso

° non accavallare l’arto operato sull’altro, ci si siede a gambe leggermente divari

° non chinarsi in avanti da seduto come per allacciarsi le scarpe ( consigliamo un calzante lungo) o mettere i calzini, vi fate aiutare

° non dormire sul fianco operato

° tenere un cuscino in mezzo alle gambe

° non sedersi su poltrone morbide dove si affonda

° non stare seduti per oltre un’ora consecutiva, è meglio alzarsi ogni 15 minuti e stiracchiarsi e muovere spesso le caviglie. Per alzarsi portarsi con le natiche al bordo della sedia e con un appoggio alzarsi

° non usare il water normale, procurarsi alzawater nei negozi specializzati

° non vi fate la doccia quando siete soli in casa

° non usate il bidet, fatevi la doccia o con una brocca lavatevi sul water

° non vi lavate i denti in piedi sul lavabo, mettetevi seduti

° non vi stancate rimanendo troppo in movimento pensando di accelerare il processo di guarigione, il corpo ha bisogno dei sui tempi per “ digerire” questo grande intervento.

In relazione al tipo di protesi o di intervento che viene utilizzato e, comunque, sempre su indicazione del chirurgo ortopedico, si potrà togliere un canadese dopo 1-3 mesi circa.

Io consiglio SEMPRE di togliere il canadese del lato sano; questo obbligherà il cervello a ritrovare il passo perduto nel tempo, e io vi insegnerò a farlo.

Superati i sei mesi, e sempre su indicazione del chirurgo, potete togliere anche il secondo canadese.

A questo punto il vostro passo è tornato fluido e sicuro, siete autonomi completamente; il peggio è passato!

Il mio personale consiglio in questa fase è di non riprendere le solite attività con lo stesso spirito di prima. Ora siete delle persone nuove. Tutti questi mesi di riabilitazione e di inattività devono avervi insegnato anche ad avere un po’ più cura di voi!

A VOI TUTTI, AUGURI!