Maria grazia gentile - Fisioterapista - Studio Riabilitazione
INIZIO CORSI DI RI-EDUCAZIONE AL MOVIMENTO ANNO 2019 - 2020
La Ri-Educazione al Movimento (madre della Ginnastica Posturale)

Un progetto della Fisioterapia e Riabilitazione; un lavoro sulla postura e sulle abitudini corrette del corpo, da potersi effettuare in gruppo.

Consigliato a tutti coloro che soffrono di patologie della colonna vertebrale e muscoloscheletriche; per coloroche hanno gravi disfunzioni posturali come ernie discali, la scoliosi; coloro che soffrono di patologie della spalla, delle ginocchia, dei piedi, disturbi del perineo e per chi ha subito interventi di artoprotesi.

Possono partecipare persone con patologie neurologiche come il Parkinson o con esiti di ictus cerebrali. Coloro che hanno necessità di imparare a muoversi correttamente lavorando sulla postura per eliminare dolori, recuperare energia, divenire capaci di rilassarsi e attuare tante altre pratiche per ritrovare salute e benessere.

Le tecniche, frutto di anni di studio ed esperienza, vengono da me utilizzate e proposte anche per coloro che lavorano molto seduti e al computer, per chi si sente troppo rigido e contratto, per le persone tese ed insonni.

Il percorso che offro si svolge attraverso l’ascolto del corpo, la consapevolezza del movimento, del rilassamento e il respiro.

Una sessione molto importante è dedicata infatti alla “scoperta” del respiro! L’armonizzazione tra respiro e movimento raggiunge lo scopo di sciogliere blocchi e tensioni muscolari, specialmente al livello delle spalle e del collo.

Gruppi il mattino e tardo pomeriggio

Abilità richieste: possibilità di potersi sdraiare ed alzare autonomamente.

MATTINO:
1 gruppo Martedì dalle ore 9,00 alle 10,30
2 gruppo Mercoledì dalle ore 9,00 alle 10,30
3 gruppo Giovedì dalle ore 9,00 alle 10,30
POMERIGGIO:
1 gruppo Martedi dalle 18,00 alle 19,30
2 Gruppo Giovedi dalle 18,00 alle 19,30 ancora da organizzare

Telefonare presso il mio Studio di Fisioterapia a Narni Scalo Tr 0744/743353 oppure al 328.2775741.

Vi aspetto, ma dovete prenotare!

Maria Grazia

LA VISTA DEI BAMBINI
COME SI SVILUPPA E’ noto che la funzione visiva non è innata nel bambino bensì si forma, matura e si sviluppa man mano nei primi anni di vita.Fino a qualche anno fà si pensava che, alla nascita, i bambini non potessero vedere niente e percepissero solo la luce e il buio. Oggi si sa che il neonato riesce a mettere a fuoco una distanza di circa 20-25 centimetri ed una vista particolarmente adeguata alle sue esigenze. E’ giusto la distanza tra lui e il seno della mamma quando lo nutre e stabilisce con lui il suo primo importantissimo rapporto d’amore.Nel primo mese di vita se guarda lontano tutto è confuso. I suoi occhi non hanno ancora la capacità di focalizzare un oggetto a grande distanza, non lavorano all’unisono e può capitare che uno ruoti fuori dalla linea dell’altro provocando il cosiddetto “strabismo neonatale”: questo fenomeno però non deve preoccupare, perché scompare nelle successive settimane di vita, quando si sviluppa la prima visione binoculare e si rafforzano i muscoli che muovono e coordinano l’orientamento degli occhi.In questo periodo il bimbo viene attirato dalle forme in movimento, dalle linee curve che appartengono al volto e al corpo della mamma, ama gli oggetti grandi e la luce.Il neonato dunque vede bene ciò che ha bisogno di vedere e schiva la confusione che gli deriverebbe dal vedere cose che non avrebbero importanza per lui nei primi giorni di vita ! La cosa più importante è stabilire un solido contatto visivo con la madre ed è per questo che la mamma che porta gli occhiali, dovrebbe guardare il proprio bambino senza portarli …proprio affinché non ci sia nulla che si frappone tra le sue emozioni e quelle del suo bambino poiché fin dall’inizio deve avere un contatto visivo con la propria madre, uno sguardo che dà origine al profondo legame affettivo che si crea tra i due fin dal primo momento di vita.Per favorire lo sviluppo della facoltà visiva, la mamma può stimolare il piccolo quando lo allatta al seno o lo tiene in braccio, rivolgendo i suoi occhi verso quelli del piccolo, in questo modo viene a strutturarsi un gioco di sguardi essenziale oltre che per la vista per stimolare lo sviluppo mentale e affettivo.A due – tre mesi la capacità visiva del neonato aumenta molto rapidamente e il suo campo visivo si estende a 30-40 centimetri anche per una migliore mobilità della testa.Ora esplora con gli occhi lo spazio che lo circonda, sia persone che cose in movimento, è attratto dalle tinte forti come il rosso, il blu e il verde e dalle luci intense. Ora è in grado di distinguere forme diverse e la coordinazione dei movimenti di entrambi gli occhi diventa sempre più stabile. A quattro – sei mesi gli occhi del bambino sono a metà del loro sviluppo. La visione dei colori è simile a quella degli adulti, riesce a vedere bene nel raggio di parecchi metri intorno a sé; migliorano le sue capacità di coordinare vista e movimento, riesce a seguire con gli occhi gli oggetti in movimento, inizia ad afferrare gli oggetti e passa molto tempo ad osservarli tra le sue mani.Riconosce perfettamente il viso dei genitori e dei familiari e sa distinguere anche le loro diverse espressioni.A sette mesi – un anno il bambino acquisisce la padronanza dei movimenti oculari e per questo analizza sempre più da vicino gli oggetti, esplorandoli con attenzione nei dettagli. Il passaggio dalla posizione sdraiata a quella seduta, dal muoversi strisciando sul ventre al gattonare e infine al raggiungimento della posizione eretta, gli consentono di migliorare le sue capacità di apprendimento grazie proprio alle aumentate competenze visive. A un anno le immagini gli appaiono con i contorni ben delineati e i colori ben definiti.Da due ai sei anni il bambino perfeziona la capacità di localizzare e mettere a fuoco i particolari delle cose e comincia ad indicare le cose lontane anche se parecchio distanti da lui e di piccole dimensioni. Muovendosi e camminando sempre più agevolmente, sviluppa sempre meglio la percezione visiva dello spazio. Intorno ai tre, quattro anni si sviluppa la capacità di riuscire a dissociare i movimenti degli occhi da quelli della testa.A sei anni, il processo di maturazione dell’occhio sarà completato e il bambino avrà la capacità di vedere bene i dieci decimi. Cosa possiamo fare per aiutare il nostro bambino ad avere sempre una buona vista?Poiché le statistiche attuali rivelano una crescita allarmante nel numero di bambini con problemi visivi è il caso di chiedersi cosa si sta facendo e cosa si potrebbe fare.Oggi i bambini passano troppo tempo davanti al computer e alla televisione e troppo poco tempo a manipolare giocattoli, a correre, a usare l’immaginazione e la fantasia.Il mondo della televisione fornisce ai bambini argomenti pronti, come i cibi precotti e preconfezionati che non contengono l’energia di chi li ha prodotti e preparati con amore bensì la fredda preparazione industriale.La sedentarietà provoca problemi di coordinazione occhio-mano e disturba la fusione tra i due occhi nel periodo formativo. Inoltre tale stile di vita che limita i rapporti e il dialogo con la famiglia e le proprie emozioni porta alla soppressione delle stesse e delle sensazioni naturali causando tensioni muscolari croniche che si riflettono anche sui sei muscoli degli occhi. La tensione dei sei muscoli oculari crea una “armatura muscolare” che finisce col distorcere tutte le percezioni visive. A questo punto trovo interessante citare l’oftalmologo americano Gesell di cui mi piace riportare quanto segue:"La visione umana presenta una complessità paragonabile a quella della parola e passa attraverso fasi di sviluppo che possono esserle paragonate. Inoltre la visione non è una funzione separata e isolata, ma è profondamente integrata con tutto il sistema d’azione del bambino: postura,, abilità e coordinazione manuale, intelligenza e persino personalità. Insomma la visione è così intimamente integrata con il bambino nella sua totalità, che non possiamo comprenderne l’economia e l’igiene senza studiare il bambino nel suo insieme."(Gesell Univ. Yale) Oggi più che mai queste affermazioni sono valide. Autrice Janet Goodrich Nel nostro studio di Fisioterapia di Narni Scalo Tr possiamo farvi conoscere il Metodo Bates di Educazione Visiva
VERSO IL CAMBIAMENTO
L'importanza del cambiamento in tutti gli aspetti della nostra vita, passa anche attraverso l'ascolto di noi stessi e del nostro corpo, specialmente nelle situazioni di emergenza o difficoltà. Sono molte le patologie che tratto nel mio studio di Fisioterapia di Narni Scalo Tr, molte sono complesse, ma tutte hanno un denominatore comune; tutte le persone che manifestano una difficoltà, una patologia, un disturbo, hanno la necessità di comprendere la motivazione della problematica, la possibilità di modificarla e realizzare il nuovo stato di ben-essere. Raccontiamo la nostra storia con le parole ma anche attraverso il linguaggio del corpo. Questa lettura si sintetizza in noi mediante la postura. Nell’assumere una data postura, dunque, noi raccontiamo il nostro modo di essere e di relazionarci con l’ambiente che ci circonda, variando le nostre funzioni motorie e il nostro stato energetico. In altre parole il corpo cerca di mantenere l’omeostasi; ossia, in biologia, l’attitudine propria degli organismi viventi, siano essi cellule, individui singoli o comunità, a mantenere in stato di equilibrio le proprie caratteristiche al variare delle condizioni esterne. È necessaria, in una condizione di sofferenza fisica, una persona esperta e professionalmente capace che ci guidi nel percorso di risanamento, nel quale si rende imprescindibile un cambiamento. In questo nuovo paradigma, sono la mente e il cuore a condurre il gioco. Non è il medico o il fisioterapista o le medicine a guarirci, sono io che prendo in mano la mia vita e cambio. Cambio pensieri nei confronti della vita, cambio atteggiamenti nei confronti di me stesso e degli altri; cambio il modo di muovermi, di mangiare, modifico la mia postazione di lavoro, utilizzo un vestiario più idoneo alle mie esigenze e così via. Chiunque abbia affrontato un trauma invalidante o una patologia questo lo sa bene. Sa quanto ha dovuto mettersi in gioco per attingere il meglio di se stesso e superare le difficoltà. Una Ri-Educazione che si vanti di questo nome parte dall’ascolto dei propri bisogni, dall’amore per se stessi e dalla capacità di accettare, riequilibrare e trasformare il proprio trauma. La nostra forza di Volontà, se applicata, ci permetterà di fare la scelta giusta nel cambiamento da apportare . Nel periodo di un trauma al piede, ad un ginocchio, quando un’ernia alla colonna vertebrale ci affligge e ci limita ogni attività, dobbiamo credere in noi stessi e dirci che possiamo cambiare. Con l’aiuto di una persona competente -- il fisioterapista-- possiamo imparare un nuovo schema motorio che ci permetterà di riutilizzare quella parte e l’intero corpo in un modo nuovo, più fisiologico e funzionale. Dobbiamo ricordarci che è il cervello che organizza autonomamente, senza che ce ne rendiamo conto, movimenti e comportamenti per contrastare il dolore, spesso anche per prevenirlo! Esso percorre strade inconsce che lo portano ad elaborare atteggiamenti motori, posture, pensieri, emozioni che sono sempre il miglior comportamento in quella situazione, ma che spesso sono loro che ci creano il dolore. Sovente mi sento dire: “ Lo so che zoppico, ma non so come camminare senza dolore.” Non serve fare esercizi, il cervello metterà a disposizione solo i movimenti conosciuti attingendo solo agli schemi inconsci di protezione, caratterizzati da paura, insicurezza, spesso anche da rabbia. Per mezzo della Fisioterapia, una Ri-abilitazione e Ri-Educazione mirata al singolo soggetto, è possibile conoscere e imparare a sentire che il corpo può compiere movimenti nuovi, più fluidi e funzionali. E’ necessario sapere che il nostro corpo ha una straordinaria capacità di autoguarigione e, con il giusto atteggiamento e il corretto aiuto, possiamo SEMPRE cambiare e recuperare!Possiamo cambiare, imparando a sentire la parte interessata che è in tensione. Possiamo cambiare comprendendo la differenza tra contrazione e distensione; sentire con il corpo che c’è un movimento nuovo da rielaborare e che lo posso fare. Possiamo lavorare sulla paura e sbarazzarcene, viaggiare all’interno del nostro essere ed attingere a tutte le nostre energie per sostituire un evento negativo in qualcosa di costruttivo e trasformante. Il ben-essere è dunque anche uno stato dell’animo. A lui si arriva attivando un percorso di consapevolezza che passa sul ponte del cambiamento con uno zaino colmo di Volontà, Pazienza e Fiducia in se stessi. La persona che farà tesoro di tutto questo recupererà il suo disagio e sarà profondamente trasformata. Fonti e libri consigliati Quello che ho scritto è frutto dei miei studi e della mia esperienza di fisioterapista in oltre trenta anni di lavoro. Per approfondire gli argomenti trattati, è possibile attingere dai seguenti libri: C. B. Pert, “Molecole di emozioni” J. Upledger: “Il trauma e la mente” D. Goleman: “Intelligenza Emotiva” Andrew Taylor Still: “La nascita dell’osteopatia” Alexander Lowen: “Il linguaggio del corpo” Nisand Michael: “Metodo Mezieres, rivoluzione in Fisioterapia, Storia, Teoria e Pratica dell’ideatrice della Rieducazione Posturale” Gregory Bateson: “Verso un’ecologia della Mente” Del mio caro amico Carlo Cannistraro consiglio “Il cammino sottile verso la libertà”. RiEducazione Al Movimento Ginnastica Posturale Riabilitazione Motoria Riabilitazione Tecniche Manuali Terapia Cranio Sacrale