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PROSTATECTOMIA RADICALE: RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

Scritto da: Maria Grazia Gentile Il: 28/06/2020
La prostata è una ghiandola a forma rotondeggiante, simile ad una castagna, che appartiene al sistema riproduttivo maschile; è posizionata nelle pelvi (parte inferiore dell'addome), appena sotto la vescica e davanti al retto, a circondare la prima porzione dell'uretra. La principale funzione della prostata consiste nel contribuire a produrre sperma.

La vescica si colloca nella regione anteriore del bacino, appoggiata al pavimento pelvico; è situata dietro la parete addominale e la sinfisi pubica, davanti al retto e sopra la prostata. Riceve lo sbocco degli ureteri e comunica con l'esterno attraverso l'uretra. La vescica consente l'accumulo di urina e il successivo svuotamento in tempi e luoghi opportuni sotto il controllo della volontà. L'accumulo e la continenza urinaria sono determinate da due sistemi sfinteriali, uno sotto controllo della volontà l'altro "automatico".

PATOLOGIE PRINCIPALI:

1. L'ingrossamento della prostata o iperplasia prostatica benigna, comporta l'origine di diversi sintomi spiacevoli che possono portare all'asportazione parziale o totale della stessa:

a) esitazione ad urinare, data dalla compressione della ghiandola sul canale uretrale che interferisce con il normale flusso urinario,

b) minzione frequente e/o dolorosa,

c) rischio incrementato di infezioni del tratto urinario e ritenzione urinaria.

2) Il tumore alla prostata è tra i tumori più frequenti negli uomini.

La prostatectomia radicale è il trattamento chirurgico indicato quando si è in presenza di un tumore localizzato. In questo intervento, l’intera ghiandola viene asportata tramite laparoscopia.

I rischi maggiori, successivi ai due interventi, includono l’incontinenza urinaria e disfunzione erettile.

L’incontinenza urinaria può essere di vario tipo:

  • da sforzo: perdite in seguito ad una pressione addominale causata da un colpo di tosse, da uno starnuto, dal sollevare pesi o altro;
  • da urgenza: perdite determinate dalla difficoltà a controllare lo sfntere uretrale nel momento in cui si presenta lo stimolo alla minzione; da un improvviso e forte bisogno di urinare, che non lascia abbastanza tempo per raggiungere il bagno (impossibilità di inibire, bloccare o rimandare lo stimolo ad urinare).
  • da regurgito: si verifica quando la vescica non si svuota completamente, in presenza di un ostacolo al normale flusso di urina o se il muscolo destrusore non può contrarsi efficacemente. È caratterizzata da gocciolamento post-minzionale (fenomeno in cui la vescica perde lentamente nell'uretra residui di urina, dopo lo svuotamento).
Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia della Riabilitazione e della Fisioterapia del pavimento pelvico nel recupero dell’incontinenza urinaria dopo intervento.

IL PROGRAMMA DI RIABILITAZIONE

prevede la presa di coscienza e la attivazione specifica della muscolatura perineale, il rinforzo e gli esercizi di automatizzazione di questi muscoli, quindi:

Percepire

Allenare

Automatizzare

In alcuni casi si potrebbero utilizzare anche apparecchiature elettromedicali.

I pazienti dovrebbero iniziare gli esercizi per i muscoli del pavimento pelvico non appena vengono a sapere che potrebbero essere sottoposti a intervento chirurgico alla prostata.

Subito dopo la chirurgia, se il chirurgo è d’accordo, gli esercizi per il pavimento pelvico possono essere eseguiti con delicatezza, mentre il catetere è ancora in sede.

Dopo la rimozione del catetere, gli esercizi per i muscoli del pavimento pelvico si possono eseguire con più energia.
Gli esercizi per il pavimento pelvico dovrebbero essere insegnati individualmente, per essere sicuri che il paziente sollevi realmente il pavimento pelvico e non lo spinga in basso come nella defecazione (manovra di valsalva).

Con l’intervento di prostatectomia radicale il controllo automatico della continenza viene meno.
Per ridurre quindi gli episodi di incontinenza urinaria è importante la rieducazione della muscolatura del piano perineale che dovrà sostituire lo sfintere automatico.

E’ importante e fondamentale per un buon recupero, essere seguiti da personale specializzato.

Il pavimento pelvico può essere una parte del corpo sconosciuta alla maggior parte delle persone. La difficoltà della sua contrazione risiede nel fatto che si può facilmente confondere con la contrazione dei glutei o delle natiche e degli adduttori delle cosce. Gli esercizi inoltre dovrebbero essere preceduti da un lavoro sulla respirazione e quindi insegnati individualmente, per essere sicuri che il paziente sollevi realmente il pavimento pelvico e non lo spinga in basso come nella defecazione (manovra di valsalva). E' un lavoro delicato e profondo e sarò a vostra disposizione!

Presso il nostro studio di Fisioterapia e Riabilitazione di Maria Grazia Gentile, Narni Scalo e Viterbo troverete aiuto. Contattateci anche per informazioni.


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